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	<title>Commenti a: Uno, nessuno e centomila</title>
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	<description>Un appello per amore del vino italiano</description>
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		<title>Di: rui</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-56</link>
		<dc:creator>rui</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 13:49:52 +0000</pubDate>
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		<description>da  osservatore esterno, mi aspettavo che le osservazioni di Corrado, che condivido in pieno, sarebbero state raccolte come un ottimo spunto di discusione....ma niente , sono passate nel silenzio più assoluto... peccato!!
Simone</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da  osservatore esterno, mi aspettavo che le osservazioni di Corrado, che condivido in pieno, sarebbero state raccolte come un ottimo spunto di discusione&#8230;.ma niente , sono passate nel silenzio più assoluto&#8230; peccato!!<br />
Simone</p>
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		<title>Di: Giancarlo Gariglio</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-55</link>
		<dc:creator>Giancarlo Gariglio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 15:00:32 +0000</pubDate>
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		<description>Se mi permetti caro Marco allego il comunicato che ho scritto in merito alla nascita dei Vignaioli Toscani avvenuta ieri. In coda la notizia di un&#039;importantissima vittoria a livello europeo da parte della CEVI

Ieri, 25 febbraio, nella splendida cornice di Panzano in Chianti è stata creata l’Associazione Vignaioli Indipendenti Toscani. L’AVIT avrà il compito di rendere la discussione in seno ai Vignaioli Italiani sempre più democratica e aperta alle molte istanze che giungono dalla base associativa. Altro obiettivo fondamentale è quello di conoscere il territorio e le persone che ci lavorano con maggiore precisione e di poter portare così a conoscenza degli organi nazionali della FIVI le problematiche di una regione così importante per il vino italiano.

L’AVIT si è data anche uno statuto che riprende gran parte dei contenuti di quello nazionale della FIVI, inserendo però alcune clausole più restrittive a partire dall’acquisto di un massimo del 20% di uve provenienti dal territorio di produzione (fatta eccezione per le isole e per quelle zone in forte pendenza).

Il Consiglio Direttivo toscano è formato da 9 membri:

Caterina Gargari – Pieve de’ Pitti
Giuliano Brunazzi – Le Querce
Jan Erbach – Pian dell’Orino
Luca Orsini – Le Ciciole
Pier Mario Cavallari – Le Ripalte
Saverio Petrilli – Tenuta di Valgiano
Silvio Messana – Montesecondo
Stefano Borsa – Pacina
Valentina Baldini Libri – Cerreto Libri

Come Presidente è stato designato Saverio Petrilli, la sede legale è fissata per ragioni geografiche a Terricciola presso la cantina Pieve de’ Pitti.

Sempre ieri, 25 febbraio, la CEVI (European Confederation of Independent Winegrowers) a cui la FIVI aderisce ha raccolto un’importantissima vittoria a livello Comunitario. Ha, infatti, convinto la commissaria Mariann Fischer-Boel a postporre dal 31 maggio 2009 al 31 dicembre 2010 la decisione di inserire in etichetta tutti i possibili allergeni contenuti nel vino. Se fosse passata questa riforma entro i tempi previsti avrebbe sicuramente causato problemi di primaria importanza per tutti i vignaioli europei obbligati a quel punto a effettuare costosissime analisi chimiche. Una vittoria questa che testimonia l’importanza strategica che ha la CEVI a livello europeo e di conseguenza quella svolta dalla FIVI a livello italiano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se mi permetti caro Marco allego il comunicato che ho scritto in merito alla nascita dei Vignaioli Toscani avvenuta ieri. In coda la notizia di un&#8217;importantissima vittoria a livello europeo da parte della CEVI</p>
<p>Ieri, 25 febbraio, nella splendida cornice di Panzano in Chianti è stata creata l’Associazione Vignaioli Indipendenti Toscani. L’AVIT avrà il compito di rendere la discussione in seno ai Vignaioli Italiani sempre più democratica e aperta alle molte istanze che giungono dalla base associativa. Altro obiettivo fondamentale è quello di conoscere il territorio e le persone che ci lavorano con maggiore precisione e di poter portare così a conoscenza degli organi nazionali della FIVI le problematiche di una regione così importante per il vino italiano.</p>
<p>L’AVIT si è data anche uno statuto che riprende gran parte dei contenuti di quello nazionale della FIVI, inserendo però alcune clausole più restrittive a partire dall’acquisto di un massimo del 20% di uve provenienti dal territorio di produzione (fatta eccezione per le isole e per quelle zone in forte pendenza).</p>
<p>Il Consiglio Direttivo toscano è formato da 9 membri:</p>
<p>Caterina Gargari – Pieve de’ Pitti<br />
Giuliano Brunazzi – Le Querce<br />
Jan Erbach – Pian dell’Orino<br />
Luca Orsini – Le Ciciole<br />
Pier Mario Cavallari – Le Ripalte<br />
Saverio Petrilli – Tenuta di Valgiano<br />
Silvio Messana – Montesecondo<br />
Stefano Borsa – Pacina<br />
Valentina Baldini Libri – Cerreto Libri</p>
<p>Come Presidente è stato designato Saverio Petrilli, la sede legale è fissata per ragioni geografiche a Terricciola presso la cantina Pieve de’ Pitti.</p>
<p>Sempre ieri, 25 febbraio, la CEVI (European Confederation of Independent Winegrowers) a cui la FIVI aderisce ha raccolto un’importantissima vittoria a livello Comunitario. Ha, infatti, convinto la commissaria Mariann Fischer-Boel a postporre dal 31 maggio 2009 al 31 dicembre 2010 la decisione di inserire in etichetta tutti i possibili allergeni contenuti nel vino. Se fosse passata questa riforma entro i tempi previsti avrebbe sicuramente causato problemi di primaria importanza per tutti i vignaioli europei obbligati a quel punto a effettuare costosissime analisi chimiche. Una vittoria questa che testimonia l’importanza strategica che ha la CEVI a livello europeo e di conseguenza quella svolta dalla FIVI a livello italiano.</p>
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		<title>Di: Giancarlo Gariglio</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-54</link>
		<dc:creator>Giancarlo Gariglio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 14:58:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Marco,
il 16 di aprile si terrà a Colorno alle 15 l&#039;assemblea plenaria dei soci della FIVI. Si tratta quindi dell&#039;assempbela generale che si svolge almeno una volta all&#039;anno e che chiama a raccolta tutti i soci della FIVI. Sarà un momento molto importante perchè oltre a prendere in esame il magro bilancio dell&#039;associazione si parlerà degli ultimi sviluppi e di quanto si è riusciti a fare negli 8 mesi di vita della Federazione. L&#039;assemblea è aperta a tutti i soci, i non soci che hanno intenzione di aderire, eventuali curiosi, giornalisti, e tutti quanti hanno in mente di dare una mano alla crescita della FIVI. Una delle cose più importanti è che alla riunione della FIVI parteciperà il presidente della CEVI (il sindacato dei vigneron europei) Xavier de Volontat, che ci ha già dato la sua conferma. Un&#039;occasione importantissima visto i grandissimi risultati raggiunti dalla CEVI a livello europeo. In quell&#039;occasione la FIVI entrerà ufficilamente nella CEVI (mi scuso per l&#039;uso di tutte queste sigle).

Ti invito anche a partecipare se ce la fai alla riunione del 2 di marzo a Barbaresco (ore 20,30) in sala Consigliare che vedrà discutere i vignaioli di Langa. Oppure a quella del 4 di mazo a Canelli ore 21.

Sono convinto che la tua partecipazione e quella di altri giornalisti può essere utile per assicurare la giusta imparzialità e indipendenza tanto evocata da più parti.

Nel frattempo ieri è la l&#039;associazione Toscana, se mi permetti scriverò un intervento ad hoc.
Vorrei infine segnalare il fatto che Costantino Charrère sia stato ricevuto al Ministero dell&#039;Agricoltura e che i sottosegretari abbiano promesso che la FIVI sia ammessa ai tavoli di concertazione sull&#039;argomento vino.

Giancarlo Gariglio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,<br />
il 16 di aprile si terrà a Colorno alle 15 l&#8217;assemblea plenaria dei soci della FIVI. Si tratta quindi dell&#8217;assempbela generale che si svolge almeno una volta all&#8217;anno e che chiama a raccolta tutti i soci della FIVI. Sarà un momento molto importante perchè oltre a prendere in esame il magro bilancio dell&#8217;associazione si parlerà degli ultimi sviluppi e di quanto si è riusciti a fare negli 8 mesi di vita della Federazione. L&#8217;assemblea è aperta a tutti i soci, i non soci che hanno intenzione di aderire, eventuali curiosi, giornalisti, e tutti quanti hanno in mente di dare una mano alla crescita della FIVI. Una delle cose più importanti è che alla riunione della FIVI parteciperà il presidente della CEVI (il sindacato dei vigneron europei) Xavier de Volontat, che ci ha già dato la sua conferma. Un&#8217;occasione importantissima visto i grandissimi risultati raggiunti dalla CEVI a livello europeo. In quell&#8217;occasione la FIVI entrerà ufficilamente nella CEVI (mi scuso per l&#8217;uso di tutte queste sigle).</p>
<p>Ti invito anche a partecipare se ce la fai alla riunione del 2 di marzo a Barbaresco (ore 20,30) in sala Consigliare che vedrà discutere i vignaioli di Langa. Oppure a quella del 4 di mazo a Canelli ore 21.</p>
<p>Sono convinto che la tua partecipazione e quella di altri giornalisti può essere utile per assicurare la giusta imparzialità e indipendenza tanto evocata da più parti.</p>
<p>Nel frattempo ieri è la l&#8217;associazione Toscana, se mi permetti scriverò un intervento ad hoc.<br />
Vorrei infine segnalare il fatto che Costantino Charrère sia stato ricevuto al Ministero dell&#8217;Agricoltura e che i sottosegretari abbiano promesso che la FIVI sia ammessa ai tavoli di concertazione sull&#8217;argomento vino.</p>
<p>Giancarlo Gariglio</p>
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		<title>Di: marco arturi</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-52</link>
		<dc:creator>marco arturi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 16:15:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giancarlo, in riferimento al tuo invito per Colorno sarebbe forse utile che tu chiarissi di che genere di assemblea si tratterà e a che titolo le varie parti sono invitate a intervenire. Questo, sono certo, aiuterà ad evitare confusioni e/o fraintendimenti di ruoli e funzioni e favorirà una partecipazione più costruttiva a tutti i livelli. Nell’interesse di tutti.
ciao e grazie per l&#039;attenzione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giancarlo, in riferimento al tuo invito per Colorno sarebbe forse utile che tu chiarissi di che genere di assemblea si tratterà e a che titolo le varie parti sono invitate a intervenire. Questo, sono certo, aiuterà ad evitare confusioni e/o fraintendimenti di ruoli e funzioni e favorirà una partecipazione più costruttiva a tutti i livelli. Nell’interesse di tutti.<br />
ciao e grazie per l&#8217;attenzione</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio Gily</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-51</link>
		<dc:creator>Maurizio Gily</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 07:24:26 +0000</pubDate>
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		<description>Caro vignaiolo davvero indipendente, se ti ho offeso mi scuso. Ho grande rispetto per tutti quelli che fanno il tuo lavoro indipendentemente dalle loro idee. La mia ironia nasce dall&#039;amarezza nel constatare la difficoltà di dare una casa comune all&#039;enorme patrimonio di conoscenza, capacità e interessi comuni dei vignaioli indipenenti italiani, che sono la categoria meno protetta e rappresentata politicamente, pur essendo quella che dà il contributo più importate all&#039;immagine del vino italiano, la più &quot;bastonata&quot; dall&#039;attuale evoluzione della normativa comunitaria, ma anche, purtroppo, la più rissosa e la più agitata dai protagonismi e dai personalismi. A me sembra che la FIVI sia nata con questo intento e le persone che la guidano mi sembrano degne della massima fiducia. Perchè non ci siano produttori di questa o di quella regione è  una domanda che i produttori di quelle regioni dovrebbero fare a se stessi.  Forse sono contenti di come li rappresentano in sede politica i loro sindacati. Meglio per loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro vignaiolo davvero indipendente, se ti ho offeso mi scuso. Ho grande rispetto per tutti quelli che fanno il tuo lavoro indipendentemente dalle loro idee. La mia ironia nasce dall&#8217;amarezza nel constatare la difficoltà di dare una casa comune all&#8217;enorme patrimonio di conoscenza, capacità e interessi comuni dei vignaioli indipenenti italiani, che sono la categoria meno protetta e rappresentata politicamente, pur essendo quella che dà il contributo più importate all&#8217;immagine del vino italiano, la più &#8220;bastonata&#8221; dall&#8217;attuale evoluzione della normativa comunitaria, ma anche, purtroppo, la più rissosa e la più agitata dai protagonismi e dai personalismi. A me sembra che la FIVI sia nata con questo intento e le persone che la guidano mi sembrano degne della massima fiducia. Perchè non ci siano produttori di questa o di quella regione è  una domanda che i produttori di quelle regioni dovrebbero fare a se stessi.  Forse sono contenti di come li rappresentano in sede politica i loro sindacati. Meglio per loro.</p>
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		<title>Di: Lilac wine</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-49</link>
		<dc:creator>Lilac wine</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 22:11:02 +0000</pubDate>
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		<description>Voglio capire. Se questa associazione è cosi importante come dicono praticamente tutti: perché non mettere tutti i produttori coinvolgibili nella condizione di dire la loro? 
Nessuno pensa che così sarebbero più interessati a partecipare? 
Provo a suggerire un questionario da inviare a loro utilizzando internet e la posta tradizionale, magari. Qualcuno sta cercando di invitarli seriamente a prendere parte all&#039;operazione? Saranno poi loro a decidere sindacato o non sindacato, cooperativa o meno, princìpi e tutto, ma prima è giusto coinvolgerli. 
E Gariglio/slow food, Arturi/Porthos ed altri interessati e con le carte in regola, si può formare volendolo un comitato di saggi, allora sarebbero utili per dare la direzione. Democrazia, semplicemente democrazia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio capire. Se questa associazione è cosi importante come dicono praticamente tutti: perché non mettere tutti i produttori coinvolgibili nella condizione di dire la loro?<br />
Nessuno pensa che così sarebbero più interessati a partecipare?<br />
Provo a suggerire un questionario da inviare a loro utilizzando internet e la posta tradizionale, magari. Qualcuno sta cercando di invitarli seriamente a prendere parte all&#8217;operazione? Saranno poi loro a decidere sindacato o non sindacato, cooperativa o meno, princìpi e tutto, ma prima è giusto coinvolgerli.<br />
E Gariglio/slow food, Arturi/Porthos ed altri interessati e con le carte in regola, si può formare volendolo un comitato di saggi, allora sarebbero utili per dare la direzione. Democrazia, semplicemente democrazia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Corrado Dottori</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-48</link>
		<dc:creator>Corrado Dottori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:24:18 +0000</pubDate>
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		<description>A Fabrizio Penna vorrei ricordare che FI.VI. ad oggi NON è un sindacato. Cosa sia ancora non lo si è ben capito. 
A me sembra un insieme di volenterosi che, tirati per la giacchetta da una importante associazione che si occupa di eno-gastronomia, ha capito che c&#039;è da costruire un soggetto unitario che rappresenti gli interessi dei vignaioli indipendenti. Era ora. Ce n&#039;è un bisogno disperato. Il problema è che il volontarismo non basta. Gariglio dà risposte certamente precise ma che troppo spesso rimandano al futuro la soluzione di certi aspetti o, come nel caso dell&#039;evidente conflitto di interessi con Slow Food, fornisce interpretazioni molto generiche e simili a quelle fornite dall&#039;attuale Presidente del Consiglio. 
Ma non voglio approfittare di questo spazio per una polemica sterile. Preferisco stimolare FI.VI. ad un maggiore coraggio. A quel coraggio che porterebbe molti di noi vignaioli, immagino, ad aderire con entusiasmo. E dunque:
- Abbandonare un profilo corporativo e lobbistico (confermato dal suo Presidente quando parla di &quot;Fare pressioni&quot;) per abbracciare un reale intento rappresentativo e sindacale.
- Ringraziare Slow Food per il percorso comune ma tagliare immediatamente ogni relazione che possa creare posizioni ed interpretazioni dubbie.
- A seguito del punto precedente: poiché di Federazione si tratta, formalizzare l&#039;adesione di una serie di associazioni o soggetti diversi dai produttori, ma senza diritto di voto, che facciano parte del mondo dei vignaioli indipendenti. 
- Inserire le cooperative come soggetti ammessi alla FI.VI: con la regola assembleare &quot;una testa, un voto&quot; mi risulterebbe incomprensibile il motivo per cui le temute Cooperative di enormi dimensioni dovrebbero iscriversi a una associazione di piccole aziende senza poterne influenzare le dinamiche.
- Per quanto concerne la sostenibilità: è evidente che se il sindacato deve rappresentare tutti NON può escludere chi opera, ed è la maggioranza, in regime convenzionale. Quello che potrebbe essere molto interessante, contrario, sarebbe una vasta opera di FORMAZIONE e INCENTIVAZIONE al passare dal convenzionale al bio-naturale, ecc. Questo è ciò che mi aspetterei da un sindacato di categoria aperto ed innovativo. 
Infine: non mi è ancora chiara l&#039;impostazione che dà Gariglio del rapporto di FI.VI. con i sindacati agricoli. Io credo che non ci possano essere due sindacati che rappresentano gli stessi interessi con le stesse controparti. Dunque delle due l&#039;una: o FI.VI non vuole divenire un sindacato rappresentativo dei vignaioli indipendenti, ed allora credo che perda interesse per molti di noi; oppure l&#039;unica strada, condividendo la critica di Gariglio al comportamento di CIA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA sull&#039;OCM e su altre questioni, è entrare in forte contraddizione con essi, fino a divenire gli unici attori rappresentativi del mondo &quot;vignaioli indipendenti&quot;. Altrimenti tutta questa storia rischia di costituire l&#039;ennesima pagliacciata all&#039;italiana in cui tutti rappresentano tutti ed in verità nessuno, si moltiplicano le tessere, gli incarichi, le consulenze, i segretari, le corporazioni, e chi ci rimette sono i vignaioli ed i consumatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Fabrizio Penna vorrei ricordare che FI.VI. ad oggi NON è un sindacato. Cosa sia ancora non lo si è ben capito.<br />
A me sembra un insieme di volenterosi che, tirati per la giacchetta da una importante associazione che si occupa di eno-gastronomia, ha capito che c&#8217;è da costruire un soggetto unitario che rappresenti gli interessi dei vignaioli indipendenti. Era ora. Ce n&#8217;è un bisogno disperato. Il problema è che il volontarismo non basta. Gariglio dà risposte certamente precise ma che troppo spesso rimandano al futuro la soluzione di certi aspetti o, come nel caso dell&#8217;evidente conflitto di interessi con Slow Food, fornisce interpretazioni molto generiche e simili a quelle fornite dall&#8217;attuale Presidente del Consiglio.<br />
Ma non voglio approfittare di questo spazio per una polemica sterile. Preferisco stimolare FI.VI. ad un maggiore coraggio. A quel coraggio che porterebbe molti di noi vignaioli, immagino, ad aderire con entusiasmo. E dunque:<br />
- Abbandonare un profilo corporativo e lobbistico (confermato dal suo Presidente quando parla di &#8220;Fare pressioni&#8221;) per abbracciare un reale intento rappresentativo e sindacale.<br />
- Ringraziare Slow Food per il percorso comune ma tagliare immediatamente ogni relazione che possa creare posizioni ed interpretazioni dubbie.<br />
- A seguito del punto precedente: poiché di Federazione si tratta, formalizzare l&#8217;adesione di una serie di associazioni o soggetti diversi dai produttori, ma senza diritto di voto, che facciano parte del mondo dei vignaioli indipendenti.<br />
- Inserire le cooperative come soggetti ammessi alla FI.VI: con la regola assembleare &#8220;una testa, un voto&#8221; mi risulterebbe incomprensibile il motivo per cui le temute Cooperative di enormi dimensioni dovrebbero iscriversi a una associazione di piccole aziende senza poterne influenzare le dinamiche.<br />
- Per quanto concerne la sostenibilità: è evidente che se il sindacato deve rappresentare tutti NON può escludere chi opera, ed è la maggioranza, in regime convenzionale. Quello che potrebbe essere molto interessante, contrario, sarebbe una vasta opera di FORMAZIONE e INCENTIVAZIONE al passare dal convenzionale al bio-naturale, ecc. Questo è ciò che mi aspetterei da un sindacato di categoria aperto ed innovativo.<br />
Infine: non mi è ancora chiara l&#8217;impostazione che dà Gariglio del rapporto di FI.VI. con i sindacati agricoli. Io credo che non ci possano essere due sindacati che rappresentano gli stessi interessi con le stesse controparti. Dunque delle due l&#8217;una: o FI.VI non vuole divenire un sindacato rappresentativo dei vignaioli indipendenti, ed allora credo che perda interesse per molti di noi; oppure l&#8217;unica strada, condividendo la critica di Gariglio al comportamento di CIA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA sull&#8217;OCM e su altre questioni, è entrare in forte contraddizione con essi, fino a divenire gli unici attori rappresentativi del mondo &#8220;vignaioli indipendenti&#8221;. Altrimenti tutta questa storia rischia di costituire l&#8217;ennesima pagliacciata all&#8217;italiana in cui tutti rappresentano tutti ed in verità nessuno, si moltiplicano le tessere, gli incarichi, le consulenze, i segretari, le corporazioni, e chi ci rimette sono i vignaioli ed i consumatori.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabrizio Penna</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-46</link>
		<dc:creator>Fabrizio Penna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 10:19:21 +0000</pubDate>
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		<description>Premetto che non conoso personalmente Giancarlo Gariglio, ma mi devo sinceramente complimentare per quello che sta facendo per FIVI e per come lo sta facendo.
Le sue risposte le trovo convincenti ed appassionate, senza la tipica reticenza e sottigliezza che proverrebbe da chi possiede &quot;interessi sotterranei inconfessabili&quot;. Abbiamo una persona che si sta sbattendo per sostenere un&#039;iniziativa in cui crede e noi abbiamo la tentazione di sparargli addosso? Propenderei invece per un grazie!
Conosco parecchi dei produttori aderenti alla FIVI, alcuni di loro sono proprio tra i fondatori, e se un appunto può essere rivolto loro è quello di essere un po&#039; dilettanteschi nell&#039;approccio, ma certamente non manca loro la passione ed il cuore,  questo è quello che conta, perchè gli eventuali errori sono fatti per essere corretti.  Anzi fano parte del percorso! Errori colposi e non dolosi, per utilizzare una terminologia giuridica, che sono certo serviranno per rafforzarsi e tararsi meglio in futuro.

Resta il fatto che un sindacato come il FIVI non esisteva ed ora c&#039;è, inoltre le istanze che vuole portare avanti sono sensate e condivisibili da tutti i vignaioli reali, sia da quelli che ritengono già di essere indipendenti e che proseguono il loro percorso in perfetta solitudine sia da quelli che magari si sentono un po&#039; meno indipendenti e quindi decidono che arrivata l&#039;ora di scendere in campo in prima persona.
Se facessi il viticoltore anzichè il giornalista e l&#039;organizzatore di eventi sul vino io al FIVI mi iscriverei!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non conoso personalmente Giancarlo Gariglio, ma mi devo sinceramente complimentare per quello che sta facendo per FIVI e per come lo sta facendo.<br />
Le sue risposte le trovo convincenti ed appassionate, senza la tipica reticenza e sottigliezza che proverrebbe da chi possiede &#8220;interessi sotterranei inconfessabili&#8221;. Abbiamo una persona che si sta sbattendo per sostenere un&#8217;iniziativa in cui crede e noi abbiamo la tentazione di sparargli addosso? Propenderei invece per un grazie!<br />
Conosco parecchi dei produttori aderenti alla FIVI, alcuni di loro sono proprio tra i fondatori, e se un appunto può essere rivolto loro è quello di essere un po&#8217; dilettanteschi nell&#8217;approccio, ma certamente non manca loro la passione ed il cuore,  questo è quello che conta, perchè gli eventuali errori sono fatti per essere corretti.  Anzi fano parte del percorso! Errori colposi e non dolosi, per utilizzare una terminologia giuridica, che sono certo serviranno per rafforzarsi e tararsi meglio in futuro.</p>
<p>Resta il fatto che un sindacato come il FIVI non esisteva ed ora c&#8217;è, inoltre le istanze che vuole portare avanti sono sensate e condivisibili da tutti i vignaioli reali, sia da quelli che ritengono già di essere indipendenti e che proseguono il loro percorso in perfetta solitudine sia da quelli che magari si sentono un po&#8217; meno indipendenti e quindi decidono che arrivata l&#8217;ora di scendere in campo in prima persona.<br />
Se facessi il viticoltore anzichè il giornalista e l&#8217;organizzatore di eventi sul vino io al FIVI mi iscriverei!</p>
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		<title>Di: Giancarlo Gariglio</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-45</link>
		<dc:creator>Giancarlo Gariglio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 09:30:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://enoidentita.wordpress.com/?p=32#comment-45</guid>
		<description>Al Vignaiolo Davvero Indipendente rispondo volentieri:
1) come ho detto la FIVI per il 2009 non ha in programma alcuna fiera commerciale. Quindi nego in maniera categorica per il 2009. Per il futuro prossimo non possono esprimermi in merito. Lascio degli spiragli aperti, e questo lo faccio perchè osservo quanto accade ai francesi (vigneron independant nati nel 1973) che organizzano da diversi anni una fiera a Parigi che ottinene grande successo di vendite e di pubblico. Ma come ho detto loro sono nati 36 anni fa... molta più esperienza e molti più soci all&#039;attivo. Comunque non vedo nulla di scandaloso nell&#039;aiutare dal punto di vista commerciale e di comunicazione i propri soci. Ci si vuole differenziare agli occhi dei consumatori rispetto al vino industriale e dei commercianti e una manifestazione potrebbe essere un utile strumento. D&#039;altra parte alcuni gruppi di vignaioli illuminati: vini veri, vin nature e reinassance in Italia già fanno una cosa del genere.
2) Giancarlo Gariglio è segretario della FIVI e lo fa a titolo personale, gratuito (nel senso che a bilancio riceverà un rimborso spese per i viaggi a Colorno e per le riuoni). Ritengo che per me sia la stessa cosa di essere segretario di una sezione del PD o del Pdl, insomma lo faccio per passione personale. Sono uno dei collaboratori principali della guida e membro della redazione vino di Slow Food Editore, ma per la FIVI rispondo esclusvamente per la mia persona... In questo mondo è possibile fare ancora qualcosa per passione personale senza che nascano dietrologie e paia impossibile agli occhi della gente? Ritengo di essere una persona libera e di poter fare scelte personali senza dover chiedere il permesso ai miei dirigenti... e neppure a tutti i vignaioli davvero indipendenti (se mi permette la frecciatina)...
3) per il sig. Paolo: come le ho detto ritengo che il metodo di produzione organico, biologico, pulito sia il più interessante e necessario in un periodo in cui il nostro pianeta sta soffrendo tanto per l&#039;inquinamento... ma detto questo non possiamo pretendere di essere reappresnetativi e poi chiudere a chi è convenzionale. Abbiamo come Vicepresidente saverio Petrilli, uno dei leader del biodinamico in Italia, più di così non si può fare...
La difesa di certi ideali è portata avanti con entusiasmo e passione da altri gruppi come VINI veri, vin nature e reinassance... nella FIVI garantiamo la libertà di scelta nel campo...
Un caro saluto
Giancarlo Gariglio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al Vignaiolo Davvero Indipendente rispondo volentieri:<br />
1) come ho detto la FIVI per il 2009 non ha in programma alcuna fiera commerciale. Quindi nego in maniera categorica per il 2009. Per il futuro prossimo non possono esprimermi in merito. Lascio degli spiragli aperti, e questo lo faccio perchè osservo quanto accade ai francesi (vigneron independant nati nel 1973) che organizzano da diversi anni una fiera a Parigi che ottinene grande successo di vendite e di pubblico. Ma come ho detto loro sono nati 36 anni fa&#8230; molta più esperienza e molti più soci all&#8217;attivo. Comunque non vedo nulla di scandaloso nell&#8217;aiutare dal punto di vista commerciale e di comunicazione i propri soci. Ci si vuole differenziare agli occhi dei consumatori rispetto al vino industriale e dei commercianti e una manifestazione potrebbe essere un utile strumento. D&#8217;altra parte alcuni gruppi di vignaioli illuminati: vini veri, vin nature e reinassance in Italia già fanno una cosa del genere.<br />
2) Giancarlo Gariglio è segretario della FIVI e lo fa a titolo personale, gratuito (nel senso che a bilancio riceverà un rimborso spese per i viaggi a Colorno e per le riuoni). Ritengo che per me sia la stessa cosa di essere segretario di una sezione del PD o del Pdl, insomma lo faccio per passione personale. Sono uno dei collaboratori principali della guida e membro della redazione vino di Slow Food Editore, ma per la FIVI rispondo esclusvamente per la mia persona&#8230; In questo mondo è possibile fare ancora qualcosa per passione personale senza che nascano dietrologie e paia impossibile agli occhi della gente? Ritengo di essere una persona libera e di poter fare scelte personali senza dover chiedere il permesso ai miei dirigenti&#8230; e neppure a tutti i vignaioli davvero indipendenti (se mi permette la frecciatina)&#8230;<br />
3) per il sig. Paolo: come le ho detto ritengo che il metodo di produzione organico, biologico, pulito sia il più interessante e necessario in un periodo in cui il nostro pianeta sta soffrendo tanto per l&#8217;inquinamento&#8230; ma detto questo non possiamo pretendere di essere reappresnetativi e poi chiudere a chi è convenzionale. Abbiamo come Vicepresidente saverio Petrilli, uno dei leader del biodinamico in Italia, più di così non si può fare&#8230;<br />
La difesa di certi ideali è portata avanti con entusiasmo e passione da altri gruppi come VINI veri, vin nature e reinassance&#8230; nella FIVI garantiamo la libertà di scelta nel campo&#8230;<br />
Un caro saluto<br />
Giancarlo Gariglio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://enoidentita.wordpress.com/2009/01/20/uno-nessuno-e-centomila/#comment-44</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 19:13:54 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo il mio piccolo parere l&#039;iniziativa FIVI è giusta. Però un collegamento più forte a ideali per una vitivinicoltura più sostenibile (per non usare la parola bio un po abusata) tra gli associati non sarebbe male: un&#039;associazione che comprenda solo chi riesce a produrre in modo sostenibile, certificato, potrebbe aiutare a capire cosa vuol dire &quot;indipendente&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il mio piccolo parere l&#8217;iniziativa FIVI è giusta. Però un collegamento più forte a ideali per una vitivinicoltura più sostenibile (per non usare la parola bio un po abusata) tra gli associati non sarebbe male: un&#8217;associazione che comprenda solo chi riesce a produrre in modo sostenibile, certificato, potrebbe aiutare a capire cosa vuol dire &#8220;indipendente&#8221;.</p>
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